Abbaye Sainte-Marie de Pierredon - Francia

  • ANNO DI
    FONDAZIONE

    2001

  • ETTARI
    VITATI

    11 ha coltivati ad agricoltura biologica

  • BOTTIGLIE
    PRODOTTE
    IN UN ANNO

    40.000 C.A.

  • ENOLOGO

    Antoine Dürrbach

  • VITIGNI

    Sauvignon Blanc, Rolle, Syrah, Grenache, Cabernet Sauvignon, Cinsault

La cantina Abbaye Sainte-Marie de Pierredon ‘Abbazia di Santa Maria di Pierredon’ si trova ai piedi del Massiccio delle Alpilles (dichiarato nel 2006 Parco Naturale Regionale), a Saint-Rémy-de-Provence, nel cuore della Provenza. Nascosta in una delle valli e immersa tra cipressi, olivi, mandorli e distese di lavanda, questa abbazia risalente al 1205, è stata ristrutturata nel 2001 insieme alla casa e ai giardini circostanti per dare vita a quella che oggi è una grande proprietà che si estende su 600 ettari di macchia e bosco, di cui 11 sono dedicati ala coltivazione della vigna ed altri 10 alla coltivazione dell’ulivo.

La grande estensione ha reso possibile una scelta molto accurata nell’identificare le condizioni ideali per la crescita della vigna tra: l’esposizione al sole, il riparo dal vento Mistral e la qualità del terreno calcareo e roccioso che offre un buon drenaggio. Ogni varietà ha potuto così trovare il proprio posto, sia le varietà tradizionali della Provenza: Rolle, Grenache, Cinsault, Syrah, ma anche Cabernet Sauvignon, Merlot e Sauvignon Blanc, adatti a questi terreni anche se meno presenti nella regione.

Alla base della coltivazione c’è un profondo rispetto per la natura, ragione per cui vengono utilizzati i criteri della coltivazione biologica (i vini sono anche certificati Ecocert); non si tratta solo di una tecnica ma, e soprattutto, di una filosofia. La cura e l’attenzione vengono trasferite anche nella vendemmia e nella vinificazione: l’uva è vendemmiata manualmente solo a maturità pienamente raggiunta in cassette da 20 kg per preservare l'integrità del frutto; per alcuni vitigni le vendemmie vengono effettuate di notte in modo che gli acini apportino la massima complessità aromatica; la pressatura dei grappoli è sempre soffice; la fermentazione dei bianchi e del rosato avviene a basse temperature per preservare al meglio gli aromi; i rossi vengono sottoposti a poca estrazione con rimontaggi brevi e quotidiani; il legno è usato solo per dare equilibrio e non per modificare il vino; tutti i vini fermentano con lieviti naturali e la data di imbottigliamento è determinata dai cicli lunari in modo da rispettare un'armoniosa osmosi con le leggi della natura; il vino è infine imbottigliato senza essere filtrato ed è quindi possibile trovare un leggero deposito.

L’azienda produce in tutto 6 vini i cui nomi sono ispirati alla scansione delle giornate di lavoro e preghiera, dall'alba al tramonto: Prima Luce (il primo raggio di sole), al Mattutino, l’Ultima Laude (l'ultimo pensiero al divino) al Vespro. Molto particolari e soprattutto simboliche sono le etichette delle bottiglie che riprendono le vetrate che irradiano di luce e colore le chiese medievali.

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